Sacro Latte, la reliquia che vale il doppio

Luca Canonici, direttore del Museo di Arte Sacra, e la dottoressa Lucia Bencistà, incaricata per i beni ecclesiastici della dicoesiLuca Canonici, direttore del Museo di Arte Sacra, e la dottoressa Lucia Bencistà, incaricata per i beni ecclesiastici della dicoesi

FOTO 1 sacro latteSi riaccende l’attenzione sulla reliquia del Sacro Latte di Maria che è custodita nella Collegiata San Lorenzo a Montevarchi. Dopo l’approfondimento di Rai 3 del luglio scorso, in questi giorni la reliquia è stata protagonista di una diretta su TV2000. Ma oltre all’interesse della stampa e dei fedeli, il Sacro Latte attira in Valdarno studiosi e ricercatori da tutto il mondo, desiderosi di scoprire il mistero di questa reliquia. La tradizione racconta che il Sacro Latte fu donato al Conte Guido Guerra da Carlo d’Angiò come compenso per il suo contributo alla vittoriosa battaglia di Benevento del 1266. La leggenda narra che il conte Guerra, indeciso su quale dono scegliere dal sovrano, si addormentò in una strada di Parigi. Quella notte la Vergine Maria gli apparve in sogno suggerendogli di accettare in dono il suo latte sacro. Fu così che una porzione della reliquia conservata alla Sainte-Chapelle di Parigi arrivò a Montevarchi. Si narra che una folla di montevarchini andò incontro alla reliquia con delle torce che illuminarono il loro tragitto senza consumare un grammo di cera. La memoria liturgica dell’avvenimento viene rievocata durante la festa del Perdono con una processione molto sentita dai montevarchini che celebra la Natività della Vergine. “La processione dell’8 settembre coinvolge quasi un migliaio di persone ogni anno” racconta Luca Canonici, Direttore del Museo di Arte Sacra San Lorenzo dal 2010. Per ospitare la reliquia, la Confraternita commissionò ad Andrea della Robbia un Tempietto decorato con terrecotte invetriate, che venne collocato in una cappella laterale della chiesa di San Lorenzo. Nel 1973 il Tempietto fu spostato nel museo d’arte sacra adiacente alla Collegiata, dove si trova ancora oggi. Ma come è fatto il Sacro Latte? nello specifico si tratta di una porzione di una pietra sulla quale, durante il cammino della fuga in Egitto, caddero dalla bocca di Gesù alcune gocce del latte della Vergine. La reliquia è custodita in una fiala posta all’interno del reliquario a forma di tempio situato nell’altare barocco della Collegiata, dietro a due falsi sportelli lignei che in realtà sono un pezzo unico che si apre a scorrimento verticale. “Questa reliquia ha un valore inestimabile per la sua doppia valenza: quella del contatto corporale con Maria Vergine e con Cristo” spiega la dott.ssa Lucia Bencistà, incaricata per i beni ecclesiastici della Diocesi. La città di Montevarchi è molto riconoscente alla reliquia del Sacro Latte. Infatti, in molti luoghi sono presenti affreschi e madonnini raffiguranti la Madonna del Latte. Ad onor di cronaca, non si può omettere la teoria degli scettici in merito alle varie reliquie del Sacro Latte presenti in tutta Europa. Secondo il loro pensiero la polvere bianca dell’ampolla non sarebbe altro che lo stato solido del latte di luna, ovvero un composto di minerali che si solidifica a contatto con l‘acqua. Ad ogni modo, qualunque sia la verità, il Sacro Latte parla ancora al mondo e rappresenta speranza e una divina illusione di eternità.

Sara Bracchini

 



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