Quando il dito si muove a scatto

DITO-A-SCATTO-4

foto marina_faccioViene definita comunemente “dito a scatto” perché questa patologia si manifesta proprio con un movimento irregolare del dito: durante i movimenti di flessione ed estensione, infatti, il paziente riferisce la presenza di uno scatto doloroso. Con il passare del tempo può capitare che il dito si blocchi nella posizione piegata e quindi bisogna intervenire con l’altra mano per riportare il dito nella posizione distesa.

“Il nome scientific odel dito a scatto è tenosinovite stenosante. Si tratta, nella maggior parte dei casi, di un’infiammazionecronica della guaina sinoviale che riveste i tendini flessori delle dita. Il tendine, rivestito dalla propria guaina, passa attraverso un sistema di pulegge osteo-fibrotiche che rendono efficace il movimento delle articolazioni delle dita. Quando la guaina si infiamma e diventa edematosa, viene alterato lo scorrimento del tendine, in particolare a livello della puleggia A1, che si trova in prossimità della piega del palmo” spiega la dottoressa Marina Faccio, ortopedico e chirurgo della mano, che fa parte team Symcroattivo presso il Centro di Riabilitazione Fisica di Matassino (via BorratinoVallerempoli 44. Prenotazioni al Numero Verde:800909939).

“Si tratta di una patologia particolarmente frequente, soprattutto nelle donne, con un picco di incidenza tra i 45 e i 60 anni – continua la dottoressa Faccio – Le cause sono soprattutto da riferirsi a condizioni anatomiche predisponenti, all’età, al sesso femminile; vi sono poi altri fattori di rischio tra cui la gravidanza (per l’aumento dei liquidi nei tessuti), i microtraumi e i gesti ripetitivi (cesoie, forbici…), lavori che comportano sollevamento di carichi pesanti, uso compulsivo del palmare… Quando il dito a scatto si associa ad altre patologie come il diabete, l’artrite reumatoide o la gotta si parla di dito a scatto secondario”.

“Il dito a scatto può colpire tutte le dita, in particolare il pollice e l’anulare – chiarisce la dottoressa Faccio – Dopo qualche giorno dalla comparsa dei primi sintomi è meglio consultare subito il medico, che potrà consigliare una visita da un chirurgo della mano, prima che il dito si blocchi completamente”. Per avere una diagnosi corretta si può consultare il team Symcro, composto da professionisti specializzati nella chirurgia e nella riabilitazione dell’arto superiore. Oltre ai problemi derivanti dal cosiddetto dito a scatto, l’ambulatorio di Matassino è in grado di dare risposte innovative per tutte le patologie dell’arto superiore, come i traumi della mano, del gomito e della spalla, la sindrome del tunnel carpale, l’epicondilite, le lussazioni della spalla, le lesioni della cuffia e l’artrosi della spalla.

“Una prima cura della tenosinovite stenosante consiste nel tenere a riposo il dito, per esempio con l’aiuto di un tutore e l’applicazione di ghiaccio locale; se occorre, si possono eseguire infiltrazioni con corticosteroidi per ridurre l’infiammazione e il dolore” spiega la dottoressa Faccio “Si interviene chirurgicamente, quando i trattamenti conservativi sono inefficaci o i risultati sono limitati nel tempo. L’intervento, in anestesia locale, consiste nell’apertura della puleggia che impedisce il corretto scorrimento del tendine, ripristinando quindi il movimento normale del dito. Dopo circa due settimane il paziente potrà riutilizzare completamente la mano per le sue attività quotidiane e lavorative, evitando sforzi pesanti per un’altra quindicina di giorni”.



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