Alzheimer, i dati della provincia di Arezzo

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Ricorre domani, 21 settembre, la Giornata mondiale dell’Alzheimer. Sono circa 5000 in provincia di Arezzo le persone affette da questa patologia, circa 600 mila in Italia. Sono invece 3 milioni, a livello nazionale, le persone direttamente o indirettamente coinvolte nell’assistenza dei propri cari affetti dalla malattia (Piano Nazionale Demenze). L’80% è assistito direttamente dai familiari, in prevalenza figli e coniugi (37%) soprattutto di sesso femminile e con un’età media di 59 anni (Aima-Censis). Una malattia che si stima in aumento con l’incremento della popolazione anziana: secondo l’Istat, da qui al 2031 gli over 64 raggiungeranno quota 17 milioni e 300 mila persone.

Ad Arezzo è attivo il Centro per i disturbi cognitivi e le demenze, con ambulatori tenuti da neurologi, geriatri e psichiatri. La specificità della rete dei servizi per la demenza in provincia di Arezzo è invece rappresentata dal GOM “Clinica della memoria”, costituita da un responsabile e da 13 tra neurologi, geriatri, psichiatri e psicologi con il compito di ottimizzare le risorse nel campo dell’Alzheimer e di coordinare un secondo livello specialistico per le demenze. La rete degli ambulatori per la memoria nel distretto di Arezzo e in quelli delle vallate effettua oltre 1000 visite all’anno, delle quali circa 400 sono prime visite. Se fino a qualche anno fa la fascia di età colpita da questo tipo di patologia generativa era di persone oltre i 60-70 anni, oggi si ammalano anche i cinquantenni.

L’Ambulatorio della memoria ed il Centro Alzheimer si rivolgono alle persone affette da malattia di Alzheimer o da altre forme di deterioramento mentale. Sono aperti anche a tutti coloro, giovani e anziani, che hanno problemi a ricordare le cose. Sono costituiti da una rete di ambulatori specialistici per la diagnosi ed il trattamento dei disturbi cognitivi e della memoria e dai servizi di Day Service, Neuropsicologia e Logopedia.

“Un malato di Alzheimer ha bisogno di essere guidato nei problemi comportamentali della malattia e nei problemi fisici – spiega Alessandro Tiezzi, coordinatore del Centro – Sono pazienti che hanno anche bisogni materiali, come l’assegno di accompagnamento, l’accesso ai centri diurni o alle case di riposo. Nei nostri centri si entra non solo per avere diagnosi ma anche per accedere ai servizi di cui i malati necessitano. La parte culturale in questo contesto è quella più importante: la malattia dell’Alzheimer se non la si conosce è difficile trattarla. Con i familiari facciamo proprio questo percorso conoscitivo”.

La Asl Toscana sud est trova nell’AIMA (Associazione italiana malati di Alzheimer) un forte alleato. La stessa associazione, che opera ad Arezzo dal 2000, organizza per domani un corso di aggiornamento dal titolo “Per non dimenticare chi dimentica: la rete socio-sanitaria per il malato di Alzheimer e la sua famiglia”, dedicato agli addetti ai lavori. La sede dell’associazione è all’ASP Fossombroni Piaggetta Faenzi 2, dove è attivo un Centro Ascolto contattabile previo appuntamento al 334 2587391. Il Centro opera in stretta collaborazione con i servizi pubblici e la rete di solidarietà del territorio e indirizza le famiglie verso un miglioramento della qualità della vita. Organizza da ottobre a giugno gruppi di auto aiuto per familiari ogni terzo giovedì del mese dalle 18 alle 19 e collabora con alcune delle strutture del territorio che accolgono i malati di Alzheimer lungo l’arco della giornata, attivando progetti che vedono il coinvolgimento delle scuole del territorio, sia primarie che secondarie.

 



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